Il ROAS di campagna nasconde prodotti molto diversi

Una campagna può rispettare il target mentre concentra la spesa su articoli poco disponibili, con margini bassi o resi elevati. Per capire dove intervenire servono almeno tre viste: cosa è stato pubblicizzato, cosa è stato acquistato e quanto resta all’azienda. Non coincidono sempre. Un clic su un prodotto può precedere un ordine contenente altri articoli.

Le fonti propongono due prospettive utili. Nell’intervista Optmyzr, Matthieu Tran-Van porta stock e priorità commerciali dentro l’organizzazione delle campagne. PPC Mastery privilegia invece gruppi basati sulla performance e mette in guardia dalla segmentazione per solo margine: il prodotto cliccato può essere diverso da quello acquistato. Sono ipotesi da confrontare sul catalogo, non ricette da applicare insieme senza verificarle.

Collegare il catalogo senza moltiplicare i dati

Parti da una tabella con una riga per combinazione di prodotto, mercato e periodo. Mantieni gli identificativi usati nel feed e una mappatura esplicita verso il catalogo aziendale. La variante di taglia non va confusa con il prodotto padre. Se lo stesso codice compare in più mercati, aggiungi il contesto alla chiave invece di presumere che sia unico.

Unisci costo, clic e valore attribuito ai dati di disponibilità, prezzo, costo merce e resi quando disponibili. Prima verifica l’unicità delle chiavi nelle due tabelle. Un collegamento uno-a-molti non previsto può duplicare la spesa: se il totale cresce dopo la join, fermati. Anche i prodotti senza corrispondenza vanno contati e mostrati.

La disponibilità di oggi non descrive necessariamente il mese scorso. Conserva istantanee o intervalli di validità per stock, prezzi ed etichette. Un prodotto con pochi clic può essere rimasto acquistabile per tre giorni su trenta: chiamarlo “senza potenziale” sulla sola base del volume sarebbe una conclusione prematura.

Esempio operativoDati illustrativi, non dati cliente
SegnaleControlloDecisione
SKU A · ROAS 5,1Margine 18% · stock 4 giorniVerificare la contribuzione negativa
SKU B · ROAS 3,2Margine 48% · stock 42 giorniTestare più budget
SKU C · ROAS 2,4Margine 35% · non disponibileEscludere finché torna disponibile
La decisione arriva dopo il controllo del dato e del contesto, non dal numero isolato.

Calcolare una soglia economica coerente

Costruisci prima una contribuzione pre advertising: ricavo sulla base contabile concordata meno merce, pagamenti, logistica variabile e resi attesi. Le voci dipendono dal modello aziendale. Non chiamare margine netto una misura che esclude costi fissi, consulenze e imposte. Se assegni costi di ordine ai prodotti, documenta il criterio: quota di ricavo, quantità o un’altra regola motivata.

Esempio operativo: famiglia A, ricavi 20.000 euro, contribuzione prima della pubblicità 40%, spesa 4.000 euro. Restano 4.000 euro dopo advertising. Famiglia B, ricavi 30.000 euro, contribuzione 18%, spesa 4.000 euro: restano 1.400 euro. B ha ROAS 7,5 contro 5 di A, ma contribuisce meno dopo la spesa pubblicitaria.

Il confronto non dimostra che spostare 1.000 euro da B ad A produrrà automaticamente più utile. I risultati storici sono medie e le nuove opportunità possono essere meno efficienti. Fornisce però una domanda migliore da testare: A ha domanda e disponibilità sufficienti per assorbire altro investimento mantenendo contribuzione positiva?

Dare alle etichette una decisione concreta

Tran-Van descrive l’uso di custom label alimentate da informazioni aziendali, come margine, disponibilità e priorità. La parte utile è collegare un dato aggiornabile a una decisione di investimento. Un’etichetta compilata una volta e poi dimenticata rischia invece di congelare una situazione commerciale che non esiste più.

Una nostra proposta operativa è mantenere separati tre campi: ruolo commerciale, disponibilità e stato del test. Valori come “riassortimentoLento” o “nuovaCollezione” devono avere regole e un responsabile. Prima di introdurre altre fasce controlla se cambierebbero davvero una decisione. Se due gruppi riceveranno identico budget e identica gestione, forse basta distinguerli nel report.

PPC Mastery mostra l’uso del Flowboost Labelizer per classificare prodotti rispetto a target e sufficienza dei dati, quindi trasferire le etichette nel feed. La tecnica permette di separare il giudizio sul prodotto dall’organizzazione delle campagne. Per imporre budget distinti in PMax occorrono campagne distinte: gli asset group e i listing group non hanno un proprio budget.

Separare problemi e prodotti senza evidenza sufficiente

Metti in una prima coda i prodotti non idonei o esclusi per errore: qui la priorità è ripristinare la possibilità di pubblicare. In una seconda, quelli disponibili ma poco esposti: possono avere domanda limitata, contenuti deboli o vincoli di offerta. Nella terza, prodotti con traffico significativo e risposta insufficiente: richiedono analisi di prezzo, pagina e domanda. Nella quarta, prodotti che vendono ma non lasciano contribuzione sufficiente.

Le categorie non sono giudizi permanenti. Definisci quanti dati servono per ciascuna decisione e una quota di esplorazione per articoli nuovi. Aggiungi una regola di stabilità: un prodotto vicino alla soglia non deve cambiare gruppo a ogni ordine. Per esempio, puoi richiedere due revisioni consecutive coerenti prima del trasferimento. È una scelta progettuale da provare, non una soglia universale.

Un test piccolo, con un criterio di uscita

PPC Mastery invita a evitare una frammentazione che lasci le campagne senza volume sufficiente. Parti quindi da una sola separazione con una ragione economica chiara. Registra situazione iniziale, perimetro e criterio di rientro. Mantieni esplicito se stai testando etichette commerciali o gruppi di performance. Un prima/dopo resta evidenza osservazionale: promozioni e concorrenza possono spiegare parte del cambiamento.

Valuta spesa totale account, ordini e contribuzione complessiva insieme ai risultati del gruppo. Un miglioramento della nuova campagna può essere semplice spostamento da un’altra. Controlla inoltre la quota di catalogo coperta e i prodotti rimasti senza destinazione dopo le esclusioni. La decisione utile è quale parte dell’offerta sostenere e con quale rischio, non quante campagne costruire.

  • Totali invariati dopo l’unione delle tabelle e quota di SKU non collegati dichiarata.
  • Base del ricavo e costi inclusi nella contribuzione espliciti.
  • Report prodotto e report campagna mantenuti nel proprio perimetro.
  • Etichette documentate, disponibilità verificata e criterio di revisione del test definito.
Fonti e approfondimenti

Riferimenti citati nella guida. Gli esempi numerici sono illustrativi.